Nelle varie vicissitudini storiche, il paese ha perso molti dei suoi averi artistico-culturali.

Non resta molto dell’antica cinta muraria ormai quasi totalmente integrata tra le nuove abitazioni. La rocca in posizione dominante rispetto al borgo si sviluppa sui costoni rocciosi più alti, dove vi era almeno una torre cilindrica a difesa. In alcuni punti sono visibili dei tratti con le rovine di una torre quadrangolare.

Tra l’architettura arroccata delle abitazioni, gli anfratti e le strutture ad arco del centro storico, è possibile entrare in empatia con un velo di spiritualità profondamente radicato nella comunità superstiziosa e religiosa castellana.

La chiesa Madre fu costruita nel 1542 per volontà della famiglia Sanseverino, e dedicata allo Spirito Santo, da cui prende il nome. L’interno dell’edificio presenta elementi di stile rinascimentale, come i due lampadari provenienti dalla Certosa di Padula, oltre a numerose opere d’arte, come il polittico di Ippolito Borghese, la statua della Madonna dell’Annunciazione attribuibile a Giovanni Antonio d’Amato, due Madonne col Bambino, i vari Santi, un Crocifisso ligneo (opera settecentesca) e l’originaria vasca battesimale. Nella chiesa sono custodite anche tre reliquie: un pezzetto della sacra croce, frammento di osso di Sant’Antonio da Padova e la terza reliquia ossea è attribuibile ai martiri Antonio, Benigno e Onorato. Altrettanto interessante è la chiesa di Sant’Antonio dove è posto un pregevole altare barocco e la statua del santo. Dell’antico convento francescano di Santa Maria degli Angeli, ormai adibito a civile abitazioni e costruito fra il 1596 e il 1601, rimane invece solo la cappella dedicata a San Rocco. Sono da annoverare la graziosa cappella di Santa Lucia, ed un’altra gentilizia appartenente alla famiglia Molfese e dedicata a San Nicola e Santa Filomena.

Tra i palazzi signorili del piccolo borgo lucano più significativi, il Palazzo Baronale, la cui facciata domina lo spazio circolare della piazza Piano della Corte, del XVI secolo e il palazzo Fontana risalente alla metà del Settecento. Numerose altre abitazioni, ormai abbandonate, risalgono all’Ottocento.

Scarpinando per i vicoli del centro storico, si possono scorgere caratteristiche strutture ad arco, elementi specifici dello stile architettonico del paese. Il più interessante è il portico che immette su via Salvemini, simbolo del passaggio tra i margini del rione medioevale e quelli dell’espansione rinascimentale. Il portico fu realizzato, molto probabilmente, in corrispondenza dell’antica cinta muraria, della quale doveva costruire una parte integrante, forse anche uno degli accessi principali.